Paoli Hair

80 anni di storia dal 1934

Nel lontano 1934 Paoli Umberto, fondatore di quella realtà, aprì il primo negozio di parrucchiere a Finale Ligure in via Pertica

A quei tempi spesso le clienti, per un discorso di riservatezza, preferivano essere acconciate a casa. Allora del negozio si servivano quasi esclusivamente solo i clienti uomini, poi piano piano gli usi e le mode cambiarono i costumi.

Nel 1945 Umberto aprì il primo salone di acconciatura per le signore, presto venne affiancato dal figlio Ivo che portò avanti questa attività. Vent'anni fa il Figlio di Ivo, Danilo, seguì il padre e tuttora porta avanti con passione, tenacia e continuo aggiornamento il progetto e la filosofia con cui il nonno e il papà avevano iniziato.

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UMBERTO, IVO E DANILO: UNA STORIA LUNGA 80 ANNI

Questa è una storia lunga 80 anni. Comincia con Umberto, seguito da Ivo e prosegue oggi con Danilo. Paoli Hair è destinata a proseguire e andare avanti sotto il segno indelebile di una vera e propria dinastia di parrucchieri. Umberto faceva il barbiere, il figlio Ivo il parrucchiere, il nipote Danilo è un hair-stylist. No, non è solo una questione linguistica, ma una vera evoluzione che ha subìto questa particolarissima professione tra il 1934 a oggi.

Spesso diciamo: "non ci sono più i mestieri di una volta, non ci sono più gli artigiani di una volta". Vero, verissimo. Ma nel caso dei Paoli il mestiere è cambiato, si è evoluto e ingentilito. Loro sono sempre lì, a lavorare, ad aspettare i loro affezionati clienti. Dalla bottega sono passati al negozio, dal negozio al salone di bellezza, compresa manicure e pedicure, che alla fine è diventata prerogativa di un’altra categoria che si voleva tutelare. Dal salone di bellezza l’ultima evoluzione approda, con l’immancabile inglesismo, amato o odiato a seconda dei gusti, alla nuova sigla, Paolihair, che caratterizza la professione dell’ultimo esponente di questa dinastia, ovvero Danilo. E dalla prima apertura sono passati 80 anni.

La prima parte di questa storia ce la racconta Ivo Paoli, perchè il papà Umberto, purtroppo, non c’è più. Chi non lo ricorda a Finale, con quel sorriso sornione sulla soglia della bottega ad aspettare i clienti? Tutti lo rivedono nel negozio dove oggi si trova la gelateria "Il dattero", ovvero alla fine di via Pertica, dividendosi in via Rossi e via Garibaldi. Lì, Umberto ha cominciato a lavorare nel 1945. Per undici anni, dal 1934, era stato in un’altra bottega di barbiere, accanto all’ingresso del Municipio, sempre in via Pertica, dove oggi si trova lo studio fotografico "Azais" dei fratelli Beardo. La bottega l'aveva aperta con un suo collega, poi diventato socio in affari, ovvero Giuseppe Cozzolino. Dovete sapere che Cozzolino aveva un figlio, chiamato Jean. Abitava a Montecarlo, ma d’estate veniva a lavorare a Finale. Faceva il parrucchiere, in un negozio di via Genova, davanti alla terrazza dei "Bagni Boncardo". Jean aveva un aiutante, appunto Umberto.

Il 1934 segna l’avvio del mestiere di Umberto. Data del suo matrimonio con la signorina Anna Timo. Lei, finalese, era del 1914. Lui, di origini toscane (Pontedera) del 1909. Il primo figlio, nato l’anno successivo alle nozze, morì a 11 mesi. Si chiamava Ivo, stesso nome del fratello che nacque il 23 Settembre 1937. Arriveranno in seguito Ornella (1947) e Ubaldo (1950). I coniugi Paoli perdono un’altro figlio di nome Danilo di 45 giorni. Nel 1943 per colpa della guerra, Umberto è obbligato a raggiungere l'Esercito italiano al confine con la Yugoslavia. Nel negozio di via Pertica rimangono Cozzolino e la pettinatrice Clara Paltrinieri.

"Quando è rientrato a Finale due anni dopo", racconta il figlio Ivo: "Mio padre ha inaugurato il negozio tra le vie Garibaldi e Rossi. Parucchiere solo per le signore. Da quel momento il settore femminile è sempre stato in costante sviluppo. Mia madre faceva manicure e pedicure. Io ho cominciato con papà e mamma nel 1952, dopo aver frequentato a Genova l’Istituto Serra per corrispondente commerciale. La qualità del nostro lavoro è sempre rimasta a livello artigianale. Sono stati gli Anni Sessanta a portare una vera rivoluzione nel settore. Arrivata soprattutto dalla Gran Bretagna. L’inglese Vidal Sassoon e l’italiano Vergottini hanno introdotto il taglio geometrico e l’asciugatura con il phon. Lentamente i caschi sono cominciati a sparire. Noi dovevamo essere pronti a recepire tutte quelle novità. Lavorando in una località turistica, abbiamo sempre dovuto adeguarci per poter soddisfare le esigenze della nostra clientela in arrivo dalle città del Nord Italia."

Nel 1969, a 60 anni giusti, Umberto decide di ritirarsi. Subentra Ivo, con la moglie Mariuccia Rescigno, sposi dal 1961. Nel 1986 i Paoli fanno il grande passo: capiscono di essere allo stretto e che l’attività deve essere ampliata. Allora acquistano, proprio lì a due passi, il negozio di scarpe dei fratelli Dana. Decisamente più grande, con spazi importanti anche sul retro. "Sono rimasto qui" conclude Ivo, con un groppo alla gola: "Sino al 2012. Avevo 75 anni. Io e mia moglie il nostro dovere l’abbiamo fatto. Abbiamo avuto la fortuna enorme di fare un lavoro che ci piaceva, che non ci ha mai stancato e neppure stufato"

Danilo, classe 1964, ultimo della dinastia. Comincia presto a farsi le ossa e la giusta esperienza. Nel 1980, a 16 anni, il giovane Paoli viene imbarcato da suo padre su un aereo a Venezia con destinazione Londra. "La mia prima meta" ricorda Danilo: " E' stata Pool, nelle vivinanze di Brighton, sulla Manica. Il parrucchiere inglese che mi offrì di lavorare per lui si chiamava Mark Young. Col tempo siamo diventati amici. Dai 16 ai 36 anni, ogni stagione invernale l’ho trascorsa all’estero, per imparare bene questa professione. Quasi sempre a Londra, solo una volta a Parigi. Nel 1985 e nel 1988 ho rappresentato l’Italia ai campionati mondiali di categoria. Ho potuto così conoscere persone al top della professione. Uno in particolare, Trevor Sorbie un parrucchiere londinese che adesso è considerato uno dei più influenti parrucchieri del mondo. Mi ospitava a casa sua, mi ha insegnato a prendere il mestiere nella maniera giusta. I primi anni che andavo nel Regno Unito passavo intere giornate a guardare gli altri che lavoravano. Non vedevo l’ora di tornare a casa per fare quello che avevo imparato. Una volta lo dissi a Trevor e ricordo che lui si commosse per il mio entusiasmo".

Dal 1990 al 2002 Danilo ha svolto la sua attività anche per compagnie teatrali che si esibivano in Liguria. E’ stato al Carlo Felice di Genova, al Chiabrera di Savona, al Casinò di Sanremo e in piazza Sant’Agostino a Verezzi considerata la piazza più teatrale d’Italia. Ha conosciuto e si è fatto apprezzare da Lia Tanzi, Giuseppe Pambieri, Carla Signoris, Anna Mazzamauro, Brigitte Boccoli, Carla Turina, Alessandro Haber. E tanti altri. "Il nostro mestiere" sottolinea Danilo: "E' sempre in movimento. Subisce molte influenze, bisogna essere sempre pronti ad accogliere nuovi stimoli. Non lavoro solo per il cassetto, ma per il piacere di lavorare, così, senza fronzoli."

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